FOWD2008 – Andy Budd, Designing the User Experience Curve

Bel tipo, Andy Budd: ottimo il suo intervento, riguardante il sempre più considerato tema della User Experience; e assolutamente interessante scambiare due chiacchiere con lui, tra una birra e l’altra. A conferenza finita, naturalmente..

Andy focalizza proprio sul concetto di ‘esperienza’, benchè cominci il suo intervento parlando dell’importanza della prima impressione: è ancora quella che conta di più, nonostante tutto, e le persone continuano a giudicare in base al look. Creare un design accantivante è quindi sempre fondamentale.

Alla bella facciata va comunque affiancata una serie di funzionalità e dettagli capaci di entusiasmare l’utente, al punto di portarlo a parlare del vostro sito o del vostro applicativo con le persone che conosce.

Come arrivare a questo obbiettivo? Linee guida non ne esistono, ma Andy ci lascia qualche suggerimento:

Personalizzazione e customizzazione. Gli utenti, ovvero noi stessi, non vogliono sentirsi trattati come massa, ma come singoli individui, ognuno con propri gusti e caratteristiche. Pensate a quanto fidelizza l’essere riconosciuti, e serviti di conseguenza, dal barista del bar che frequentiamo. Questa è la logica seguita da Last.fm, in grado di dare consigli in base ai vostri gusti musicali, imparati nel tempo. E il payback: dare qualcosa in cambio, come classifiche degli utenti più attivi, o degli amici collezionati, per mantenere le persone motivate ad utilizzare il nostro servizio.

Cura dei dettagli. E per dettaglio non si intendono le piccole cose: si parte dai bottoni, che devono avere una funzionale apparenza di cliccabilità, ai tour interattivi per mostrare in maniera guidata il servizio che stiamo offrendo. Passando per le pagine 404 personalizzate.

Fornire del feedback. In fondo, quanto siamo più sereni quando, messi in attesa dai call center, ci viene dato un indizio di quanto più o meno dovremo aspettare, o il posto occupato in coda, invece del solito “gli operatori sono momentaneamente occupato”? Un po’ come fa LinkedIn, che non preme perche’ l’utente completi il proprio profilo, ma gli si fornisce una barra di progresso per mostrargli quanto manca. Incentivandolo a farlo.

Il tutto per creare quello che Andy chiama “l’ambiente perfetto”.


Andy Budd – FOWD London 2008 from Future of Web Design on Vimeo.

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