Archive for the 'Work' Category

Intervista sul coworking

Sunday, March 7th, 2010

Giovedì ho avuto il piacere di raccontare a Radio24 le mia esperienze riguardo al coworking, ed in particolare al periodo passato nel Cowo.
Potete ascoltare qui la registrazione dell’intervista, in cui parlo nei 30 secondi finali ;)

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Lavorare meno, meglio e senza distrazioni

Tuesday, March 10th, 2009

In passato avevo già parlato di coworking e lavoro da casa, questa volta invece voglio condividere alcune considerazioni sui metodi di lavoro. E non intendo metodologie di sviluppo agili o simili, ma semplicemente modi per affrontare le proprie giornate lavorative.

Il primo spunto viene da questo post intitolato Killing Distractions. Per quanto la mole di distrazioni che mi assalgono sia molto inferiore a quella di chi ha svariati clienti con i quali trattare durante la giornata, anche io sento che parte della mia produttività si disperde tra una lettura dei feed, risposte agli instant messages e mantenimento della mia presenza sul web perennemente “live”. E per fortuna sto evitando Twitter!

Lavorando nel web, sento la pressione di dovermi tenere costantemente aggiornato riguardo a nuove tecnologie, pratiche, linguaggi. Ma è necessario trovare un equilibro, limitando le distrazioni in finestre di tempo ben definite. Un metodo per riuscirci è pensare a tutte le persone che, non lavorando di fronte ad un computer, durante il giorno non possono nemmeno controllare la posta!

Sempre sul tema, recentemente parlavo con i colleghi di un metodo di lavoro per aumentare la produttività (e vivere felici): lavorare un giorno in meno! Guarda caso, l’autore dell’articolo è il buon Ryan Carson, l’organizzatore di FOWD, FOWA ed altri eventi simili.
Quella del non lavorare il venerdì è sicuramente una sfida interessante, ma, paradossalmente, praticabile soltanto quando si ha una grossa mole di lavoro (e quindi, di richiesta); di certo in periodi di crisi non dispiacerebbe a nessuno lavorare anche durante il weekend :)

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Lavorare da casa

Tuesday, June 10th, 2008

Post interessante di Put Things Off riguardo il lavorare da casa.

Si tratta di consigli sul come convincere il proprio datore di lavoro a farci spendere un po’ di tempo lavorativo a casa, rendendoci più produttivi e felici. Si inizia chiedendo un giorno di prova al mese, poi a settimana, tentando di sfruttare l’occasione dataci, mostrando di poter fare lo stesso – e meglio – di quello che si fa tra le mura aziendali.

Io in realtà sono terrorizzato dal lavoro da casa, e l’ufficio me lo sono andato a cercare, ma quello sul lavoro flessibile è comunque un argomento che mi sta molto a cuore, in tutte le sue forme.

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Il bello di ritornare al cowo

Wednesday, June 4th, 2008

Il logo del Cowo

Dopo la pausa forzata della settimana scorsa, causa disconnessione dal mondo, da ieri sono felicemente tornato al Cowo.

Mi chiederete: cos’è il Cowo?

E’ un bellissimo open space milanese, recentemente convertito a spazio di lavoro condiviso per liberi professionisti in cerca di un nido, ed aperto ad ospitare altre anime di passaggio bisognose di una scrivania e di un po’ di banda navigabile.

Nasce dal concetto di coworking, tanto diffuso oltreoceano (verso ovest!), ma ancora quasi sconosciuto qui da noi; tanto che solo il partecipare al progetto mi fa sentire davvero un pioniere. In realtà è solo l’espletazione di un bisogno piuttosto naturale: quello di uscire di casa, ritagliarsi ore di produttività ben definite e avere un collega con cui chiacchierare, condividere opinioni e scambiarsi stimoli durante le pause caffè. Il problema più grande è che questi caffè non riesco mai a pagarli!

Lo so che dalla descrizione sembra che questo posto ve lo debba vendere, ma probabilmente è l’effetto che mi fa stare a contatto con tutti questi pubblicitari!

Ma non solo di pubblicitari & informatici si tratta: oggi la sala riunioni era invasa da ingegneri aeronavali. Sicuramente ‘aeronavali’ non è la definizione giusta e mi scuso in anticipo per l’errata!

E segnali d’interesse al coworking arrivano anche da scrittici-food stylist. Un grazie quindi anche a Roberta per avermi fatto conoscere il concetto di Jelly.

Insomma, la voglia di condivisione, vuoi per necessità, vuoi perchè è più bello, straborda dal web e invade la vita reale. Ma il web è fatto di persone vere: vuoi vedere che finora siamo stati così timidi da non riuscire a dirci che abbiamo bisogno di scambio, se non attraverso un monitor?

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