FOWD2008 – Larissa Reck, Getting your design approved

Davvero interessante anche l’intervento di Larissa Reck, componente, della Society of Digital Agencies, a proposito di come facilitarci l’approvazione del layout grafico di un sito web.  Idee chiare e parlantina a raffica, ha condensato in 50 minuti quello che potrebbe scrivere in un libro!

Veniamo al sodo: sappiamo essere praticamente impossibile che il cliente accetti il design del sito alla prima proposta. Questo per diversi motivi.

In primis, il design e’ soggettivo: puo’ piacere o non piacere. Uno dei problemi, da questo punto di vista, e’ che i designer sono coinvolti emotivamente nella realizzazione del loro “bambino”, e questo rende difficoltoso guardare con oggettivita’ al lavoro che si sta proponendo.

Inoltre, i layout presentati al cliente non sono interattivi, quindi e’ difficile spiegargli come il sito funzionera’. Soprattutto le parti innovative puo’ essere difficili da capire per un navigatore non navigato.

Come fare quindi a facilitare l’accettazione? Larissa, in maniera molto metodica,  stila una serie di 12 regole da imparare a memoria:

Diventate amici del cliente, tentando di dimenticare che vi fornisce denaro! Vi aiutera’ a essere sinceri in quello che fate e dite.

Fate un sacco di domande, sugli obbiettivi del cliente, ad esempio.

Fate ancora piu’ domande, su chi saranno gli utenti del sito per esempio. Spesso gli obbiettivi del cliente sono diversi dal quello degli utenti.

Utilizzate i wireframes, senza esserne peraltro troppo legati. Specificate priorita’ e posizionamenti generali. Fate in modo che il WF sia scalabile. Conducete il cliente nella navigazione del WF. Utilizzate delle legende per nomenclare le sezioni. Piccoli cambiamenti nel design finale sono comunque consentiti.

Parlate del design prima di creare il layout. Discutete riguardo ai colori, ai font, a siti di riferimento.

Proponete design di una sola tipologia. Se il cliente si trova di fronte due layout di struttura differente, si sentira’ autorizzato a chiedervi di mischiarli.

Proponete il layout direttamente tramite il browser. E aggiungete delle note: probabilmente la vostra persona di riferimento dovra’ mostrare il layout a qualcun altro.

Prototipate quanto serve. Aiutera’ il cliente a capire meglio i concetti innovativi (e qui e’ stato caldamente consigliato Fireworks)

Pretendete feedback. Ogni componente del processo deve essere sicuro della direzione che si sta seguendo. Ma troppe persone coinvolte significa perdita di qualita’! Aiutate il cliente a focalizzare sui propri obbiettivi. E chiedete dettagli precisi quando dice “c’e’ qualcosa che non mi convince”.

Siate confidenti nel vostro lavoro. Tenete traccia di tutte le decisioni che prendete, e ricordate, VOI siete gli esperti!

Il tempo e’ galantuomo. Aspettate che il cliente si abitui al design process, e vedrete che sara’ tutto piu’ semplice.

Traete il massimo da una situazione difficile. Siate positivi! Il cliente apprezzera’. Soddisfate le sue richieste, ma tenendo sempre a mente che il fruitore del servizio sara’ l’utente.

Sicuramente, un bel po’ di informazioni interessanti per uno come me, a cui il compito del web designer ha sempre affascinato per quanto riguarda l’aspetto creativo, ma d’altra parte terrorizzato al pensiero del processo realizzativo!

Tags: , , ,

FOWD2008 – Andy Budd, Designing the User Experience Curve

Bel tipo, Andy Budd: ottimo il suo intervento, riguardante il sempre più considerato tema della User Experience; e assolutamente interessante scambiare due chiacchiere con lui, tra una birra e l’altra. A conferenza finita, naturalmente..

Andy focalizza proprio sul concetto di ‘esperienza’, benchè cominci il suo intervento parlando dell’importanza della prima impressione: è ancora quella che conta di più, nonostante tutto, e le persone continuano a giudicare in base al look. Creare un design accantivante è quindi sempre fondamentale.

Alla bella facciata va comunque affiancata una serie di funzionalità e dettagli capaci di entusiasmare l’utente, al punto di portarlo a parlare del vostro sito o del vostro applicativo con le persone che conosce.

Come arrivare a questo obbiettivo? Linee guida non ne esistono, ma Andy ci lascia qualche suggerimento:

Personalizzazione e customizzazione. Gli utenti, ovvero noi stessi, non vogliono sentirsi trattati come massa, ma come singoli individui, ognuno con propri gusti e caratteristiche. Pensate a quanto fidelizza l’essere riconosciuti, e serviti di conseguenza, dal barista del bar che frequentiamo. Questa è la logica seguita da Last.fm, in grado di dare consigli in base ai vostri gusti musicali, imparati nel tempo. E il payback: dare qualcosa in cambio, come classifiche degli utenti più attivi, o degli amici collezionati, per mantenere le persone motivate ad utilizzare il nostro servizio.

Cura dei dettagli. E per dettaglio non si intendono le piccole cose: si parte dai bottoni, che devono avere una funzionale apparenza di cliccabilità, ai tour interattivi per mostrare in maniera guidata il servizio che stiamo offrendo. Passando per le pagine 404 personalizzate.

Fornire del feedback. In fondo, quanto siamo più sereni quando, messi in attesa dai call center, ci viene dato un indizio di quanto più o meno dovremo aspettare, o il posto occupato in coda, invece del solito “gli operatori sono momentaneamente occupato”? Un po’ come fa LinkedIn, che non preme perche’ l’utente completi il proprio profilo, ma gli si fornisce una barra di progresso per mostrargli quanto manca. Incentivandolo a farlo.

Il tutto per creare quello che Andy chiama “l’ambiente perfetto”.


Andy Budd – FOWD London 2008 from Future of Web Design on Vimeo.

Tags: , ,

FOWD 2008 – Steve Pearce e Andy Clark, Brand Experience vs. User Experience

Nuova puntata dei resoconti dal Future of Web Design.

Il secondo intervento della giornata, tenuto da Steve Pearce di Poke Andy Clark di Stuff&Nonsense, verte su un argomento che mi sta molto a cuore, la User Experience, in contrapposazione alla Brand Experience. Sorprendentemente, pare che le due cose possano convivere!

Le slide dello speech sono eccezionali, vero esempio di come si possa rendere creativa un’attività abbastanza stereotipata come la creazione di presentazioni. Peccato che senza parlato rendano la metà.

Steve Pearce ci dice che, come anticipato, che brand e user experience non sono per nulla in competizione. Anzi. I risultati migliori si ottengono (ovviamente) da una perfetta combinazione delle due componenti.
La pratica migliore è quella di far lavorare a stretto contatto sia lo studio creativo, che si occupa di rendere il lavoro godibile da parte dell’utenza, sia il cliente, che mira invece a valorizzare l’immagine aziendale. Da questa fusione nasce l’Interactive Experience, sintetizzata nella figura di un iceberg, la cui parte sommersa, invisibile ma moolto più grande, rappresenta la componente di interazione, mentre quella emersa è la parte visuale. Il processo di sviluppo, *naturalmente*, parte dal basso, in pura metodologia bottom-up!

L’intervento di Andy Clarke è un po’ più confuso, e verte in definitiva su system, user e activity centered design. Ma non manca comunque la frase ad effetto capace di entusiasmare la platea, riguardo l’inspired design: un design usabile non ha bisogno necessariamente di essere sicuro! Chiedere a Google per conferma.


Andy Clarke and Steve Pearce – FOWD London 2008 from Future of Web Design on Vimeo.

Tags: , , , , , , ,

FOWD 2008 – Patrick McNeil, Finding inspiration for design

Ad aprire gli interventi del giovedì è stato Patrick McNeil, papà del sito Design Meltdown, che ha parlato dei metodi per trovare ispirazione nell’ambito del web design.

E’ stato proprio tramite Patrick ed il suo sito che sono venuto a conoscenza del FOWD, ma, forse per il fatto che non sono un designer, devo dire che il suo intervento ha leggermente deluso le mie aspettative. Non voglio dire di aver trovato alcuni suggerimenti banali, ma.. ho trovato alcuni suggerimenti banali. Ciò non toglie che siano stati 50 minuti godibili.

Secondo Patrick, esistono due tipi di fonti di ispirazione per un designer: quelle dirette, ovvero quelle che hanno a che fare con la grafica, quali riviste, libri (come il suo The Web Designer’s Idea Book), pubblicità su qualsiasi media, e addirittura i menù dei locali più disparati. Blogs & portfolios sono in lista, naturalmente. Le fonti indirette sono quella dalle quali invece si carpiscono idee: arte, storia, e libri, si, ma non inerenti al design. Per esempio, Patrick ha fatto notare come si potesse strutturare il layout di un sito utilizzando la spirale aurea, la stessa spirale utilizzata da Leonardo per le proporzioni della Gioconda.

Ma attenzione, dell’ispirazione non bisogna comunque abusare: esiste un momento per ricercare, e uno per mettere in pratica. E duplicare lavori già fatti.

Interessante poi il discorso riguardo l’incentivazione dell’utente: creare un layout utilizzando prevalentemente bianco e toni di azzurro, con un bottone giallo (il classico ‘Subscribe’) a contrastare; il bottone diventa il focus visivo della pagina, e aiuterete il visitatore a incanalarsi sui binari che preferite voi.

Per finire, una previsione sulle tendenze future. Mentre lo stile attuale (quello comunemente associato al Web 2.0) fa mostra di sè tramite grandi banner, testi chiari e ben leggibili, e in definitiva una tendenza al supersize, il futuro del design web ci riserverà colori tenui e pastellosi (vedere il nuovo sito di Wordpress per credere), scrolling più orizzontale che verticale, e un uso più massiccio di oggetti video incastonati nelle pagine.

Calcolando la mole di siti che Patrick recensisce e cataloga, ci sarà da credergli!


Patrick McNeil – FOWD London 2008 from Future of Web Design on Vimeo.

Tags: , , , ,

Future of Web Design – Londra, 17-18 Aprile 2008

Il badge del FOWD 2008Recentemente, come startup di questo periodo da developer indipendente, ho deciso di seguire un paio di conferenze centrate sul web, delle quali sono venuto a conoscenza leggendo i miei feed giornalieri (giuro che a breve li condivido!).

Trovo che le conferenze siano un ottimo strumento per entrare a contatto con gli esperti del settore, imparare ed ampliare i propri orizzonti. Senza contare che tra gli utenti si aggirano sempre persone interessanti con le quali scambiare idee, opinioni, e perchè no!, anche progetti.

La prima conferenza alla quale ho partecipato è stata (come il titolo suggerisce) il Future of Web Design di Londra.Lo so, non sono un designer, ma ero convinto che da un evento del genere avrei comunque ricevuto un sacco di stimoli ed idee, come poi infatti si è dimostrato. Inoltre era una buona occasione per rivedere Londra e un caro amico, che ringrazio per avermi ospitato e sopportato quattro giorni (grazie Jeanpierre!).

L’evento era spalmato sulle giornate di giovedì 17 e venerdì 18 aprile 2008, la prima contenente diversi interventi e quindi più teorica, la seconda invece di stampo pragmatico, con la possibilità di frequentare due workshop estratti da un ventaglio di otto disponibili.

E proprio per pragmatismo ho deciso di saltare la seconda giornata: troppo costosa per un salto nel vuoto, senza nessun indizio sulla professionalità dei mini-corsi. Comunque, ci ha pensato Microsoft a riempirmi il vuoto del venerdì mattina, organizzando un seminario gratuito su Silverlight. Ringrazio Microsoft, e ricambio la gentilezza evitando di parlare di quell’intervento su queste pagine..

Tempo (non atmosferico) permettendo, nei prossimi giorni proverò a sintetizzare i vari interventi del giovedì. Anticipo comunque che, sebbene le aspettative fossero incerte, l’evento è stato davvero interessante, e sicuramente mi ha dato grandi stimoli per non fossilizzarmi e seguirne di nuovi! Più che buoni – tranne un paio di eccezioni – gli interventi dei relatori, ottimi invece i partecipanti conosciuti!

Tags: , ,