Lavorare meno, meglio e senza distrazioni
Posted by Davide | Filed under Work
In passato avevo già parlato di coworking e lavoro da casa, questa volta invece voglio condividere alcune considerazioni sui metodi di lavoro. E non intendo metodologie di sviluppo agili o simili, ma semplicemente modi per affrontare le proprie giornate lavorative.
Il primo spunto viene da questo post intitolato Killing Distractions. Per quanto la mole di distrazioni che mi assalgono sia molto inferiore a quella di chi ha svariati clienti con i quali trattare durante la giornata, anche io sento che parte della mia produttività si disperde tra una lettura dei feed, risposte agli instant messages e mantenimento della mia presenza sul web perennemente “live”. E per fortuna sto evitando Twitter!
Lavorando nel web, sento la pressione di dovermi tenere costantemente aggiornato riguardo a nuove tecnologie, pratiche, linguaggi. Ma è necessario trovare un equilibro, limitando le distrazioni in finestre di tempo ben definite. Un metodo per riuscirci è pensare a tutte le persone che, non lavorando di fronte ad un computer, durante il giorno non possono nemmeno controllare la posta!
Sempre sul tema, recentemente parlavo con i colleghi di un metodo di lavoro per aumentare la produttività (e vivere felici): lavorare un giorno in meno! Guarda caso, l’autore dell’articolo è il buon Ryan Carson, l’organizzatore di FOWD, FOWA ed altri eventi simili.
Quella del non lavorare il venerdì è sicuramente una sfida interessante, ma, paradossalmente, praticabile soltanto quando si ha una grossa mole di lavoro (e quindi, di richiesta); di certo in periodi di crisi non dispiacerebbe a nessuno lavorare anche durante il weekend
Il bello di ritornare al cowo
Posted by Davide | Filed under Work
Dopo la pausa forzata della settimana scorsa, causa disconnessione dal mondo, da ieri sono felicemente tornato al Cowo.
Mi chiederete: cos’è il Cowo?
E’ un bellissimo open space milanese, recentemente convertito a spazio di lavoro condiviso per liberi professionisti in cerca di un nido, ed aperto ad ospitare altre anime di passaggio bisognose di una scrivania e di un po’ di banda navigabile.
Nasce dal concetto di coworking, tanto diffuso oltreoceano (verso ovest!), ma ancora quasi sconosciuto qui da noi; tanto che solo il partecipare al progetto mi fa sentire davvero un pioniere. In realtà è solo l’espletazione di un bisogno piuttosto naturale: quello di uscire di casa, ritagliarsi ore di produttività ben definite e avere un collega con cui chiacchierare, condividere opinioni e scambiarsi stimoli durante le pause caffè. Il problema più grande è che questi caffè non riesco mai a pagarli!
Lo so che dalla descrizione sembra che questo posto ve lo debba vendere, ma probabilmente è l’effetto che mi fa stare a contatto con tutti questi pubblicitari!
Ma non solo di pubblicitari & informatici si tratta: oggi la sala riunioni era invasa da ingegneri aeronavali. Sicuramente ‘aeronavali’ non è la definizione giusta e mi scuso in anticipo per l’errata!
E segnali d’interesse al coworking arrivano anche da scrittici-food stylist. Un grazie quindi anche a Roberta per avermi fatto conoscere il concetto di Jelly.
Insomma, la voglia di condivisione, vuoi per necessità, vuoi perchè è più bello, straborda dal web e invade la vita reale. Ma il web è fatto di persone vere: vuoi vedere che finora siamo stati così timidi da non riuscire a dirci che abbiamo bisogno di scambio, se non attraverso un monitor?
